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Peter Demianovich Ouspensky

COLLOQUI CON UN DIAVOLO

Due allegorie metafisiche

P.D. Ouspensky - COLLOQUI CON UN DIAVOLO 
OUS07082


158 pagg.

Colloqui con un diavolo fu scritto da Ouspensky nel 1914, durante un periodo di ricerche in India e a Ceylon precedente all'incontro con Gurdijeff. L'opera contiene due racconti, o allegorie metafisiche , scritti da Ouspensky per render nota la sua convinzione che l'errore principale dell'uomo consiste nel credere che il mondo materiale sia l'unica realt. Le novelle di questo libro esaminano due problemi che Ouspensky reputava fondamentali. Il primo quello del male consapevole . L'autore era profondamente convinto che il male sonno, meccanicit e assenza di intenzione, cose delle quali siamo indirettamente responsabili, perch nostro potere non dormire e non essere meccanici. Questo tema il filo conduttore de L'inventore , il quale arreca danno proprio quando crede di operare bene. Il Diavolo benevolo protagonista del secondo racconto desidera che il genere umano sia felice e non si proponga di raggiungere un chimerico altro mondo. Questa allegoria enfatizza la portata della delusione, dell'autoinganno dell'uomo, che rimane attaccato alla Terra perch dorme, perch non conosce la realt, perch non desidera svegliarsi. In ambedue le storie il diavolo non raggiunge i suoi obiettivi: indifeso quanto le sue potenziali vittime. Ma ci indica solo che il mondo del tutto irrazionale, che non dobbiamo aspettarci n risposte ai nostri interrogativi., n una morale per le n.ostre storie. In questa visione pessimista, Ouspensky propone un'unica, disperata speranza: Noi non possiamo sapere se quest'opera possibile. Non vi dobbiamo rinunciare, sebbene nulla provi che essa ci affrancher dalle tenebre. Non esiste nient'altro, e quindi dobbiamo aggrapparci tutti a quest'unico appiglio .

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