| | Riccardo Pieracci Pietro Ubaldi e "La Grande Sintesi" | |
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R. Pieracci - PIETRO UBALDI E LA GRANDE SINTESI
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- L'Autore di questo libro ha avutoala fortuna di conoscere Pietro Ubaldi nel 1941, e da allora fino al 1952 - anno in cui Ubaldi si trasferì in Brasile - ebbe con lui frequenti incontri e conversazioni, nei quali approfondì la conoscenza dell'Autore e della sua opera più importante: "La Grande Sintesi".
- In questo saggio, pertanto, Pieracci si propone di presentare Pietro Ubaldi nella sua figura fi uomo e di pensatore, nonché di esporre in maniera semplificata i concetti fondamentali della "Grande Sintesi". Egli, infatti, mette in evidenza la teoria ubaldiana secondo la quale esiste una sostanza di ordine cinetico (o "di movimento"), che crea, dirige, ordina, sostiene e finalizza un universo, condensando prima una nebulosa, che diviene poi materia, energia e vita. Il libro tratta anche di un metodo d'indagine che si può definire parapsicologico, perché non più razionale, ma intuitivo, che non la reincarnazione e con l'Unità monistica riprende e sviluppa i temi classici della filosofia, in particolare di quella greca.
- Il "Monismo", com Ubaldi definì la sua idea del Cosmo, consiste quindi in una Unità di leggi e di forme, in una sostanza cinetica il cui movimento - rotatorio, ondulatorio o spiraloide - determina i tre aspetti di ciò che esiste nell'universo, cioè materia, energia e psichismo, o vita, dando così luogo alla genesi dell'unvierso stesso.
- Tale genesi, teorizzata da Ubaldi, trova in seguito,e ancor più oggi, conferme nelle teorie einsteniane e nei successivi approfondimenti scientifici.
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